Impresa e cultura

Quando si pensa all’artigianato viene spontaneo associare un mondo di valori e tradizioni, di emozioni e lentezza, di un linguaggio fatto di simboli e legato al territorio. Come se fosse una sorta di dispositivo con cui tramandare la storia e le storie. La memoria. In contrasto, l’industria si lega alla ordinata e fredda complessità delle macchine, alla reiterata successione delle fasi costruttive, ai numeri pressanti della produzione, alla precisione millimetrica. Ma ci sono luoghi, come in Italia, in cui questi mondi si incontrano. O meglio, in cui l’uno ha dato avvio all’altro per poi continuare a vivere in simbiosi sotto lo stesso tetto. Nei grandi capannoni e laboratori industriali dove nascono gli oggetti, gli arredi, le finiture edilizie e tutto quello che serve a fare di una casa una casa, di un ufficio un ufficio e così via. Fabbri, falegnami, sarti, conciatori, vetrai, ceramisti sono insieme agli operai specializzati, ai tecnici e ai creativi. E con loro, gli imprenditori. Imparano gli uni dagli altri. Provando e sperimentando. Studiando i materiali e le loro reazioni per indagare le mille possibilità espressive e performative. La lezione viene da lontano. Ha radici solide in tutto il “bel paese”. Si è trasmessa fino ai giorni nostri attraverso l’innovazione. Perché è l’innovazione la ragione dello sviluppo delle idee, della materia e delle tecniche. Artigianali o industriali che siano. E poi – lo dicono i tanti progettisti che sono venuti in Italia anche per questo – c’è un’attitudine innata alla bellezza e alle cose fatte bene, con un’anima e un’impronta riconosci­bile. MDFF raccoglie qui alcune storie esemplari che hanno aperto la strada a questo modo unico di concepire il design e alla costruzione di una cultura del progetto.

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Business and culture

When we think of the handicraft industry, we spontaneously associate a world of values and traditions, of emotions and slowness, an imagery made of symbols and tied to the local area. As if it were a sort of device with which history and stories are handed down. Memory. In contrast, industry is linked to the methodical and cold complexity of machinery, the reiterated succession of the construction stages, the urgent figures of production, millimetric precision. However, there are places, like Italy, where these two worlds come together. Or better, where one launched the other to then continue to live in symbiosis under the same roof: in the large industrial sheds and workshops where objects, furniture, building finishes and everything needed to turn a house into a home, an office into an office, and so on are created. Metal workers, carpenters, tailors, tanners, glass workers and ceramists are together with specialised workers, engineers and creative people. And along with them are the entrepreneurs. They learn from each other. Testing and experimenting. Studying materials and their reactions to investigate the multitude of expressive and performative possibilities. The lesson comes from far away. It has solid roots planted throughout Italy. It is passed on up to the present day through innovation. That is because innovation is the reason for developing ideas, materials and techniques. Whether they are handcrafted or industrial. And then – as the many designers who have come to Italy also for this reason affirm – there is an innate sense of beauty and well-made objects, with a soul and a recognisable imprint. Here MDFF gathers some exemplary stories that have opened the way to this unique manner of conceiving design and the building of a design culture.